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La legge per tutti i cittadini: con l’accertamento tecnico preventivo la giustizia si fa rapida      

Per combattere contro i defatiganti rimedi della giustizia ordinaria ossia radicare un procedimento civile dinanzi all’A.G. competente sia essa in funzione monocratica che collegiale, esiste, già da tempo, per la verità, il rimedio del ricorso ex art. 696 bis cpc, appositamente pensato e previsto dal legislatore per la responsabilità medica ed il risarcimento danno alla salute. A tal proposito si segnala la decisione sotto riportata. Condannata d’urgenza la ASL per la morte del paziente provocata dalla mancata operazione immediata al pronto soccorso. Lo ha stabilito il Tribunale di Ragusa (giudice Laura Pastacaldi) nell’ordinanza ex art. 702-bis c.p. che ha condannato l’Azienda sanitaria a risarcire il danno parentale. Una decisione fondata sulla consulenza tecnica d’ufficio espletata nell’ambito del procedimento per accertamento preventivo, senza che fossero necessari ulteriori accertamenti istruttori. Anzi, è sufficiente il rito sommario ex art. 702-bis c.p.c. per pervenire a una decisione, in quanto il perito ha già accertato che, secondo il criterio del “più probabile che non”, il giovane sarebbe sopravvissuto con un intervento chirurgico tempestivo. La decisione del giudice siciliano sembra anticipare il ricorso all’art. 696-bis c.p.c. e al’art. 702-bis c.p.c. secondo lo schema previsto dal ddl Gelli riguardante la responsabilità professionale del personale sanitario.

STUDIO LEGALE NICASTRO-LORIA
CATANZARO,VIBO VALENTIA, COSENZA, CROTONE, REGGIO CALABRIA

Elaborazione avv. Piero Spiro Nicastro

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