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La legge per tutti i cittadini: indennità di accompagnamento – riconoscimento- malattie psischiche

indennità di accompagnamento: vogliamo ricordare alcuni elementi essenziali che qualificano la indennità di accompagnamento. Ecco la definizione:  una prestazione dove l’intervento assistenziale è rivolto alla famiglia e non al soggetto minorato nelle sue capacità di lavoro  La giurisprudenza è costante nel dire che lo scopo di questa forma di intervento è incoraggiare il nucleo familiare di sostegno, affinché si eviti il ricovero della persona in istituti di cura ed assistenza (con conseguente diminuzione della relativa spesa sociale).
Diritto all’indennità CHIARIAMO: Il diritto all’indennità di accompagnamento spetta tanto nel caso in cui il bisogno di aiuto del terzo si manifesti con problemi di tipo fisico, quanto per malattie di carattere psichico. Dubbi sono sorti per la corretta definizione della nozione di incapacità di compiere autonomamente le comuni attività del vivere quotidiano con carattere continuo.
CHE SIGNIFICA ? Il testo della legge recita: “ …incapacità di attendere agli ordinari atti quotidiani” Nei ricorsi da noi patrocinati ( sin dal 1997 in sez. Lav. e Prev. )  al fine di ottenere il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, spesso si è colliso con l’interpretazione letterale della legge ( in giuridichese: attività ermeneutica) per stabilire, in modo pacifico ed univoco il controverso tenore letterale.
E’ stato chiarito che la nozione comprende anche le varie ipotesi dove la necessità di fare ricorso all’aiuto di un terzo si manifesti nel corso della giornata, ogni volta che il soggetto debba compiere una determinata attività del quotidiano, per la quale non può fare a meno dell’aiuto. Si è cosi molto “ ridimensionato” il significato del testo della legge, il quale dettato normativo non deve tutelare e proteggere una disabilità  in senso assoluto.  La Corte di Cassazione ha poi precisato (sentenza n. 15269/2016 in commento) i casi di riconoscimento dell’indennità per le malattie psichiche. Si tratta di un esteso numero di casi possibili: in effetti a giudizio della Corte l’indennità deve essere riconosciuta anche in favore di chi, pur capace di compiere atti quali il vestirsi, nutrirsi e simili, abbia disturbi della sfera intellettiva, cognitiva e volitiva e pertanto necessiti della presenza costante di un accompagnatore.

STUDIO LEGALE NICASTRO-LORIA
CATANZARO,VIBO VALENTIA, COSENZA, CROTONE, REGGIO CALABRIA

Elaborazione avv. Piero Spiro Nicastro

cell. 338.5459795
fisso 0984.975350
mail: spironicastro@teletu.it       

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