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LA LEGGE PER TUTTI I CITTADINI: OMESSA DIAGNOSI SINDROME DAWN RESPONSABILITA’ DEL MEDICO – MALASANITA’ E RISARCIMENTO DEL DANNO      

 

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Nel blog pubblicato dallo studio legale Nicastro  &  Loria  spesso si evidenzia la responsabilità medica a seguito di omessa diagnosi. Nella sentenza in commento,  sorge la responsabilità medica per non aver egli compiuto le indagini strumentali ( es. amniocentesi) idonee ed atte a sgombrare ogni probabilità di  malformazione del feto  o di altre sindromi fortemente invalidanti. Il rifiuto o la superficialità del medico nel valutare od omettere di procedere ad esami specifici, che qualora non siano nella materiale possibilità del sanitario, quest’ultimo deve comunque informare la paziente del “limite” diagnostico- sono obblighi che,  se disattesi,  devono e possono essere sanzionati.

Con una sentenza di 76 pagine la III Sezione civile della Corte di cassazione (n. 16754/2012) riconosce, per la prima volta, il diritto del neonato – soggetto giuridicamente capace – a chiedere il risarcimento del danno per essere nato “malformato”, segnando un “significativo revirement” rispetto alle proprie precedenti posizioni (espresse con due importantissime pronunce, 14888/2004 e 10471/2009).
Il caso era quello di una madre che aveva esplicitamente chiesto al sanitario, in servizio presso la Usl di Castelfranco veneto, di fare tutti gli accertamenti diagnostici necessari per escludere patologie gravi del feto, condizionando ad esse la prosecuzione della gravidanza. Tuttavia, il medico invece di prescriverle l’amniocentesi che avrebbe permesso di scoprire la sindrome di Dawn da cui era affetto il nascituro, le aveva prescritto unicamente il Tritest, senza peraltro informarla della relativa debolezza statistica.

Responsabilità del medico
Per la Cassazione la responsabilità del medico non discende dall’omessa diagnosi “in sé considerata” bensì dal fatto che in tal modo si è violato il “diritto di autodeterminazione della donna nella prospettiva dell’insorgere, sul piano della causalità ipotetica, di una malattia fisica o psichica”. Come poi avvenuto.


La legittimazione del minore
Mentre la legittimità dell’istanza risarcitoria iure proprio del minore, secondo i giudici, deriva “da una omissione colpevole cui consegue non il danno della sua esistenza, né quello della malformazione di per sé sola considerata, ma la sua stessa esistenza diversamente abile, che discende a sua volta dalla possibilità legale dell’aborto riconosciuta alla madre in una relazione con il feto non di rappresentante rappresentato, ma di includente incluso”. CLICCA SULL’HOME  PER CONOSCERE ED APPROFONDIRE TUTTI GLI ARGOMENTI  Avv. Piero Spiro Nicastro ( fon. integrata)    

 

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