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La legge per tutti i cittadini: risarcimento danno per colpa medica e responsabilita’ professionale medica: nesso di causalita’

L’indagine sulla sussistenza del nesso di causalità tra una affezione o lesione personale e una terapia medica o un intervento chirurgico, al fine dell’eventuale responsabilità risarcitoria dell’autore di tale terapia o intervento, implica il necessario ausilio di nozioni di patologia medica e medicina legale, con la conseguenza che, non potendo queste fornire un grado di certezza assoluta sulla derivazione di un certo evento da un determinato antecedente, la ricorrenza del suddetto rapporto di causalità non può essere esclusa in base al mero rilievo di margini di relatività, a fronte di un serio e ragionevole criterio di probabilità scientifica, specie quando non risulti la preesistenza, concomitanza o sopravvenienza di altri fattori idonei a provocare l’evento medesimo” (Cass.13.5.1982 n.3013; Cass.21.1.2000 n.632). La IV Sez.Penale della Suprema Corte, nel ribadire sostanzialmente i medesimi princìpi, ha altresì affermato che “in tema di responsabilità per colpa medica, quando questa sia costituita dalla mancata attuazione di interventi diagnostici o terapeutici e si verta, quindi, in ambito di causalità omissiva, la ritenuta sussistenza del nesso causale tra condotta colposa ed evento non può che fondarsi su di un criterio probabilistico, non essendo mai possibile, in questi casi, esprimere un giudizio di certezza sull’esito positivo che i suddetti interventi avrebbero potuto avere: ciò significa che l’affermazione di responsabilità, per un verso, non può basarsi su un mero giudizio di possibilità, per altro verso può invece fondarsi sulla riconosciuta esistenza di quelle che, tradizionalmente, vengono definite come serie ed apprezzabili probabilità che la condotta omessa avrebbe evitato il prodursi dell’evento” (Cass.Pen.Sez.IV, 5.10.2000 n.13212) Più recentemente, la Corte di Cassazione Civile ha sottolineato come ”nel cosiddetto sottosistema civilistico, il nesso di causalità (materiale) – la cui valutazione in sede civile è diversa da quella penale (ove vale il criterio dell’elevato grado di credibilità razionale che è prossimo alla “certezza”) – consiste anche nella relazione probabilistica concreta tra comportamento ed evento dannoso, secondo il criterio (ispirato alla regola della normalità causale) del “più probabile che non”; esso si distingue dall’indagine diretta all’individuazione delle singole conseguenze dannose (finalizzata a delimitare, a valle, i confini della già accertata responsabilità risarcitoria) e prescinde da ogni valutazione di prevedibilità o previsione da parte dell’autore, la quale va compiuta soltanto in una fase successiva ai fini dell’accertamento dell’elemento soggettivo” (Cass.16.10.2007 n.21619). 

STUDIO LEGALE NICASTRO-LORIA
CATANZARO,VIBO VALENTIA, COSENZA, CROTONE, REGGIO CALABRIA

Elaborazione avv. Piero Spiro Nicastro

cell. 338.5459795
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mail: spironicastro@teletu.it                 

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