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la legge per tutti i cittadini: diritto dei malati obbligo del ministero; motivazione della p.a. legge sulla trasparenza amministrativa 241/90.

Nessun contraddittorio si può validamente radicare se non vi è piena conoscenza degli atti posti a base di un provvedimento di reiezione ( es. equa riparazione). La facoltà di integrare prove documentali, presentare memorie, scritti difensivi, osservazioni e chiarimenti è un diritto costituzionale. Riportiamo di seguito: l’articolo 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, dispone che “nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l’autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all’accoglimento della domanda.

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LA LEGGE PER TUTTI I CITTADINI: RESPONSABILITA’ DEL MEDICO CHE OPERA IN STRUTTURA PRIVATA CONVENZONATA CON IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E FORO COMPETENTE                   

 

Per consulenza online mail spironicastro@teletu.it per  appuntamenti 0984.975350   cell. 338.5459795LA LEGGE PER TUTTI I CITTADINI: STUDIO LEGALE NICASTRO & LORIA UNICO PORTALE SULLA RESPONSABILITA’ MEDICA IN ITALIA E’ PRESENTE NELLE SEGUENTI REGIONI: CALABRIA, PUGLIA, BASILICATA, CAMPANIA.  RICHIEDI SUBITO UNA CONSULENZA O UN APPUNTAMENTO  ONLINE RISPOSTA ENTRO LE 24/48 ORE LO STUDIO HA SEDE PRINCIPALE IN CALABRIA NEI SEGUENTI CAPOLUOGHI: COSENZA, CROTONE, CATANZARO, REGGIO CALABRIA, VIBO VALENTIA. 

Competenza territoriale per responsabilità medica: la regola del foro del consumatore non vale per le prestazioni rese in ambito di servizio sanitario pubblico, ma opera per le prestazioni effettuate da cliniche private, seppur facenti parte del servizio sanitario nazionale.

A quale giudice rivolgersi se la clinica medica privata sbaglia? La competenza territoriale è fissata dal codice del consumo che stabilisce il cosiddetto «foro del consumatore» ossia il tribunale del luogo di residenza del paziente danneggiato. È quanto chiarito dalla Cassazione in una recente ordinanza.  Il dubbio era sorto perché la legge esclude, per tutte le cause con le aziende sanitarie pubbliche, la possibilità di invocare il «foro del consumatore» quello cioè che, nei contratti tra aziende e cittadino, impone di radicare la causa presso il tribunale più vicino alla residenza di quest’ultimo. Regola che non può mai essere derogata dalle parti anche se c’è l’accordo di entrambe. Indi, ove mai si sottoscrivesse un contratto con una struttura privata convenzionata che preveda il foro competente esclusivo inderogabile in luogo del foro del consumatore ( La Cassazione ha chiarito che è competente il luogo di residenza del paziente vittima della struttura privata convenzionata tale clausola è assolutamente nulla. avv. Piero Spiro Nicastro ( Fon. Est.)

LA LEGGE PER TUTTI I CITTADINI TALIDOMIDE: INDENNIZZO LEGGE N. 244/2007 N. 160/2016 OTTENIMENTO BENEFICI ED AVENTI DIRITTO. ECCO COME FARE

        

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LA LEGGE PER TUTTI I CITTADINI: STUDIO LEGALE NICASTRO & LORIA UNICO PORTALE SULLA RESPONSABILITA’ MEDICA IN ITALIA E’ PRESENTE NELLE SEGUENTI REGIONI: CALABRIA, PUGLIA, BASILICATA, CAMPANIA.  RICHIEDI SUBITO UNA CONSULENZA O UN APPUNTAMENTO  ONLINE RISPOSTA ENTRO LE 24/48 ORE LO STUDIO HA SEDE PRINCIPALE IN CALABRIA NEI SEGUENTI CAPOLUOGHI: COSENZA, CROTONE, CATANZARO, REGGIO CALABRIA, VIBO VALENTIA. 

COS’E’ LA TALIDOMIDE?

La talidomide è un farmaco che fu venduto negli anni cinquanta e sessanta come sedativo, anti-nausea e ipnotico, rivolto in particolar modo alle donne in gravidanza. Si trattava di un farmaco che aveva un bilancio rischi/benefici estremamente favorevole rispetto agli altri medicinali disponibili all’epoca per lo stesso scopo (i barbiturici). Venne ritirato dal commercio alla fine del 1961, dopo essere stato diffuso in 50 paesi sotto quaranta nomi commerciali diversi, fra cui il Contergan. Prodotto in forma di racemo, fu ritirato dal commercio in seguito alla scoperta della teratogenicità di uno dei suoi enantiomeri: le donne trattate con talidomide davano alla luce neonati con gravi alterazioni congenite dello sviluppo degli arti, ovvero amelia (assenza degli arti) o vari gradi di focomelia (riduzione delle ossa lunghe degli arti), generalmente più a carico degli arti superiori che quelli inferiori, più spesso bilateralmente, pur con gradi differenti.

La legge n. 244/2007 all’art. 2 comma 363 prevede l’indennizzo per i danni patiti a seguito di vaccino. Tale indennizzo è stato ora esteso anche per coloro i quali sono affetti da amelia, emimelia, focomelia e macromelia, gravi patologie causate dalla somministrazione del farmaco TALIDOMIDE.

COME OTTENERE TALE INDENNIZZO?

Potranno accedere a tale indennizzo coloro i quali siano nati dal 1959 al 1965 in forza della legge 27 febbraio del 2009 n. 14 affetti dalle patologie sopra indicate. LA DOMANDA PER IL RICONOSCIMENTO decorre dal 1 Gennaio 2008 e deve essere presentata entro dalla data di entrata in vigore della suddetta legge ossia dal citato 1 Gennaio 2008. Lo studio scrivente INFORMA che, a livello cautelativo e prudenziale, attesa l’entrata in vigore della legge “ madre” in data 28 dicembre 2007 le domande vadano presentate entro il 28 Dicembre 2017, ancorchè,  a rigor di logica, le domande scadrebbero in data 01 Gennaio 2018 ossia a decorrere dalla vigenza formale fissata al 01. Gennaio 2018. TALE EMOLUMENTO PREVIDENZIALE consiste in : assegno mensile vitalizio, il cui importo è  determinato, seguendo i criteri della legge per i danneggiati da vaccinazione  obbligatoria, legge 210/92. Indi, accanto ad un importo base minimale e di riferimento ci saranno le variazioni, a seconda della categoria di appartenenza. Dalla prima alla quarta categoria  medesimo vitalizio; dalla quinta alla sesta a cinque volte, dalla  categoria settima ed ottava TABELLA A.

CHI PUO’ OTTENERE L’INDENNIZZO : Chi è affetto da sindrome da talidomeide nelle forme dell’amelia, dell’emimelia,della focomelia,  e della micromelia.

  1. I NATI NELL’ANNO 1958 E NELL’ANNO 1966; b) i nati al di fuori del periodo su indicato che presentino malformazioni compatibili con la sindrome da TALIDOMIDE i quali ai fini dell’accertamento del nesso di causalità possono chiedere di essere sottoposti al giudizio sanitario ai sensi dell’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Ministero del Lavoro e della Salute e delle Politiche Sociali del 2 ottobre 2009 n. 163

I nati negli anni 1958 e nel 1966 possono inoltrare DIRETTAMENTE LA DOMANDA. Per coloro che non rientrino negli anni succitati, occorrerà attendere la modifica e l’ integrazione del predetto decreto al fine di “ definire i criteri di inclusione e di esclusione delle malformazioni ai  dell’accertamento del diritto all’indennizzo tenendo conto degli studi medico-scientifioci maggiormente accreditati nel campo delle malformazioni specifiche da TALIDOMIDE”. Tale modifica potrebbe e dovrebbe essere emanata entro il 21 Febbraio 2017. CLICCA SULL’HOME PER APPROFONDIRE E RIHIEDERE UN APPUNTAMENTO O UNA CONSUELNZA SU TUTTE LE PROBLEMATICHE DELLA RESPONSABILITA’ MEDICA. avv. Piero Spiro Nicastro

LA LEGGE PER TUTTI I CITTADINI: OMESSO RICOVERO PER INFARTO MIOCARDIO ACUTO GRAVI RESPONSABILITA’ DEL MEDICO RISARCIMENTO DEL DANNO NON PATRIMONIALE

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LA LEGGE PER TUTTI I CITTADINI: STUDIO LEGALE NICASTRO & LORIA UNICO PORTALE SULLA RESPONSABILITA’MEDICA IN ITALIA RICHIEDI SUBITO UNA CONSULENZA O UN APPUNTAMENTO  ONLINE MAIL; spironicastro@teletu it RISPOSTA ENTRO LE 24/48 ORE LO STUDIO E’ PRESENTE A : COSENZA, CROTONE, CATANZARO, REGGIO CALABRIA, VIBO VALENTIA ED IN TUTTA ITALIA IN PARTNERSHIP 

Responsabilità professionale del medico – Omesso ricovero del paziente colpito da infarto miocardio acuto – Accertamento del nesso causale tra condotta colposa del sanitario e decesso del paziente – Diritto degli eredi al risarcimento del danno non patrimoniale.
Sussiste la responsabilità professionale del medico curante che per non aver disposto il ricovero ospedaliere al paziente colpito da un infarto miocardio acuto, complicato da scompenso cardiaco, laddove il medico curante, nonostante sia stato contattato ripetutamente, non abbia ritenuto necessario predisporre il ricovero. L’accertamento peritale dal quale si evinca che un tempestivo ricovero ospedaliero con conseguente inquadramento diagnostico ed un altrettanto tempestivo trattamento terapeutico, pur non garantendo la sopravvivenza del paziente, certamente avrebbe ridotto il tasso di mortalità induce a ritenere che il paziente, se tempestivamente ricoverato e sottoposto a trattamenti idonei, avrebbe avuto una possibilità di sopravvivenza attestata intorno al 50%-70%. Alla luce di siffatte considerazioni deve concludersi per la sussistenza del nesso causale tra la condotta del medico, della quale deve ritenersi accertata la natura colposa, e la morte del paziente. Ne consegue il diritto degli eredi al risarcimento del danno non patrimoniale rappresentato dalla sofferenza soggettiva conseguente alla perdita del rapporto parentale. Detto danno deve certamente ritenersi sussistente in capo ai figli del deceduto in quanto facenti parte del nucleo familiare che naturalmente si forma. CLICCA SULL’HOME PER APPROFONDIRE E CONOSCERE TUTTI GLI ARGOMENTI    avv. Piero Spiro Nicastro (Fonte esterna)

LA LEGGE PER TUTTI I CITTADINI: OMESSA DIAGNOSI SINDROME DAWN RESPONSABILITA’ DEL MEDICO – MALASANITA’ E RISARCIMENTO DEL DANNO      

 

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Nel blog pubblicato dallo studio legale Nicastro  &  Loria  spesso si evidenzia la responsabilità medica a seguito di omessa diagnosi. Nella sentenza in commento,  sorge la responsabilità medica per non aver egli compiuto le indagini strumentali ( es. amniocentesi) idonee ed atte a sgombrare ogni probabilità di  malformazione del feto  o di altre sindromi fortemente invalidanti. Il rifiuto o la superficialità del medico nel valutare od omettere di procedere ad esami specifici, che qualora non siano nella materiale possibilità del sanitario, quest’ultimo deve comunque informare la paziente del “limite” diagnostico- sono obblighi che,  se disattesi,  devono e possono essere sanzionati.

Con una sentenza di 76 pagine la III Sezione civile della Corte di cassazione (n. 16754/2012) riconosce, per la prima volta, il diritto del neonato – soggetto giuridicamente capace – a chiedere il risarcimento del danno per essere nato “malformato”, segnando un “significativo revirement” rispetto alle proprie precedenti posizioni (espresse con due importantissime pronunce, 14888/2004 e 10471/2009).
Il caso era quello di una madre che aveva esplicitamente chiesto al sanitario, in servizio presso la Usl di Castelfranco veneto, di fare tutti gli accertamenti diagnostici necessari per escludere patologie gravi del feto, condizionando ad esse la prosecuzione della gravidanza. Tuttavia, il medico invece di prescriverle l’amniocentesi che avrebbe permesso di scoprire la sindrome di Dawn da cui era affetto il nascituro, le aveva prescritto unicamente il Tritest, senza peraltro informarla della relativa debolezza statistica.

Responsabilità del medico
Per la Cassazione la responsabilità del medico non discende dall’omessa diagnosi “in sé considerata” bensì dal fatto che in tal modo si è violato il “diritto di autodeterminazione della donna nella prospettiva dell’insorgere, sul piano della causalità ipotetica, di una malattia fisica o psichica”. Come poi avvenuto.


La legittimazione del minore
Mentre la legittimità dell’istanza risarcitoria iure proprio del minore, secondo i giudici, deriva “da una omissione colpevole cui consegue non il danno della sua esistenza, né quello della malformazione di per sé sola considerata, ma la sua stessa esistenza diversamente abile, che discende a sua volta dalla possibilità legale dell’aborto riconosciuta alla madre in una relazione con il feto non di rappresentante rappresentato, ma di includente incluso”. CLICCA SULL’HOME  PER CONOSCERE ED APPROFONDIRE TUTTI GLI ARGOMENTI  Avv. Piero Spiro Nicastro ( fon. integrata)    

 

LA LEGGE PER TUTTI I CITTADINI: MALASANITA’ -MALFORMAZIONE DEL FETO- OBBLIGO DEL MEDICO DI INFORMARE LA PAZIENTE DI RICORRERE A CENTRI CON PIU’  ELEVATA SPECIALIZZAZIONE      

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In tema di controlli ecografici sul feto, ai fini della relativa diagnosi morfologica, l’obbligo gravante sulla struttura sanitaria e sullo stesso medico strutturato, che abbia concretamente operato la diagnosi, di informare la paziente, che ad essa si sia rivolta (ed abbia, quindi, concluso con la struttura il c.d. contratto di spedalità), di poter ricorrere a centri di più elevata specializzazione sorge, anzitutto, in ragione dell’esistenza di un presupposto inadempimento, addebitabile unicamente alla struttura sanitaria, di aver assunto la prestazione diagnostica pur non disponendo di attrezzature all’uopo adeguate, così da ingenerare nella paziente l’affidamento che il risultato diagnostico ottenuto (di normalità fetale) sia quello ragionevolmente conseguibile in modo definitivo. In tema di controlli ecografici sul feto, l’obbligo di informativa sul deficit organizzativo della struttura sanitaria grava anche sul medico operante, il quale, pure se esente da colpa professionale nella fase esecutiva del suo intervento, è comunque tenuto ad avvisare il paziente della inadeguatezza degli strumenti diagnostici, così da non determinare in esso l’insorgere di un incolpevole affidamento sulla sicura bontà dell’esame strumentale. Avv. Piero Spiro Nicastro  ( Fonte esterna)