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Risarcimento per colpa medica, errore sanitario e tutela legale.

Da anni lo studio Nicastro & Loria si batte per l’ottenimento del risarcimento per gli emotrasfusi; dal lontano 1996 gli avvocati Piero Spiro Nicastro & Preziosa Loria facevano valere le ragioni degli sfortunati cittadini italiani innocentemente vittime dell’omesso controllo di sacche rilevatesi infette, in ogni sede anche quelle amministrative ossia dinanzi alle C.M. L.M.  e C.M.O.  ( Commissioni Legali  Militari e Sanitarie) e radicando giudizi di risarcimento danni contro il Ministero della Salute e, per esso, contro l’Avvocatura Distrettuale di Stato. Quest’ultimo organo di rappresentanza imbastiva copiose comparse di costituzione ( Memorie difensive) a mezzo le quali affannosamente tentava di sottrarre lo Stato da una responsabilità prima aquiliana poi contrattuale e, non ultima, una responsabilità storica. Da allora, la coscienza civica dei cittadini, la consapevolezza di non  essere soggetti passivi dello Stato e delle sue macroscopiche colpe in materia sanitaria, ha fatto sì che il livello di “attenzione” verso il pianeta sanitario da parte dei malcapitati fruitori di esso sia notevolmente accresciuto. Commissioni Ministeriali hanno avvertito la necessità di redigere delle linee guida per la quasi totalità dei casi concreti, alle quali i medici devono rigorosamente attenersi, ancorchè la dimostrazione dei sanitari di essersi attenuti alle linee guida non li solleva da  ogni responsabilità; la redazione del consenso informato, nei modi che la giurisprudenza ha elaborato o ” normato”; le voci di danno nuove che sempre la giurisprudenza di merito e di legittimità hanno elaborato, ha fatto sì che l’utente del Servizio Sanitario Nazionale , fosse sempre più tutelato e risarcito . Di contro, ciò ha generato una corsa verso il risarcimento danni per colpa medica quasi che si ravvisassero sempre e comunque errori medici, negligenze od omissioni, ogni piè sospinto. Cosi evidentemente non è!! Ecco perchè occorre affidarsi alla conclamata serietà di Studi Legali i quali possano garantire la non temerarietà di giudizi avventati, del tutto privi di fondatezza; il vaglio e la scremature di Consulenze Tecniche di Parte formulate assolutamente pro veritate al fine di offrire una prestazione intellettuale del tutto conforme ai principi civilistici e deontologici. Lo Studio Nicastro & Loria tenta di applicare questi principi  prima morali e, poi , di diritto, avvalendosi di uno staff tecnico di medici specialisti i quali redigono pareri pro veritate e non per assecondare le spesso illegittime aspettative di risarcimento degli assistiti. In questa pletora di studi legali che si dicono essere qualificati e specializzati  occorre  saper offrire serietà e qualità, talvolta deludendo i propri assistiti ma dicendo loro la verità.

Anche in Calabria nasce lo studio legale che si occupa di responsabilità sanitaria capace di garantire incontri personali su tutto il territorio calabrese

Anche in Calabria nasce lo studio legale Nicastro & Loria  che si occupa di responsabilità sanitaria capace di offrire tutela alle vittime di malasanità, garantendo  incontri personali su l’intero territorio calabrese. Lo studio, infatti, non si limita ad una consulenza on line gratuita a mezzo la quale il richiedente può avere una prima ed esaustiva risposta tecnica, ma, ove richiesto e previo  caso in esame, gli avvocati Piero Spiro Nicastro e Preziosa Loria garantiscono appuntamenti personali su tutto il territorio calabrese al fine di  interloquire con il potenziale assistito vittima di malasanità. Ciò rappresenta una innovazione nel panorama delle offerte di tutela legale per le vittime di malasanità, i quali avranno la possibilità di parlare nelle proprie sedi ossia senza spostarsi dal luogo dove vivono con avvocati qualificati. Lo studio legale così facendo risponde a quella domanda di giustizia sociale che si leva dal territorio calabrese al fine di una tutela capillare avendo ramificazioni e contatti qualificati nella intera Regione Calabria, così assolvendo ad una funzione sociale dell’avvocatura.

 

Una via più veloce per arrivare all’ accertamento della responsabilità medica: 696 bis c.p.c.

La mediazione civile, recentemente introdotta dal nostro sistema giuridico può rappresentare, in alcuni casi di responsabilità medica, una soluzione rapida ed importante in ambito di risarcimento danni.

Le opportunità offerte dalla mediazione civile nella soluzione di controversie inerenti alla responsabilità medica sono notevoli. Evidenziamo la brevità dei tempi per addivenire, in sede di mediazione, ad una possibile soluzione della controversia da responsabilità medica.

In mancanza si procederà giudiziariamente

Quando ricorre la possibilità agiamo direttamente con la consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ( art. 696 –bis c.p.c.)

ATP (Accertamento tecnico preventivo)

L’accertamento tecnico preventivo, infatti, potrebbe consentire la soluzione della vicenda di malasanità in tempi molto brevi ( solitamente dai 3 ai 6 mesi) rispetto ai lunghi tempi di una ordinaria procedura giudiziale.

Il consulente tecnico d’ufficio nominato direttamente dal giudice riceve l’incarico di provvedere alla all’accertamento delle cause ed alla quantificazione dei danni subiti dal paziente vittima di un errore di malasanità.

L’espletamento di una consulenza tecnica d’ufficio, FINALIZZATA ALLA COMPOSIZIONE DELLA LITE può incontrare un utile risultato per il danneggiato o per i suoi eredi atteso che una perizia giurata che sancisce la responsabilità del medico o della struttura sanitaria può comportare la decisione della predette controparti (o della compagnia assicurativa garante la responsabilità professionale del medico o della struttura sanitaria ) di risarcire i danni invece di affrontare un giudizio già segnato e con esito favorevole per il paziente – danneggiato.

Anche i parenti del paziente che sia deceduto a causa della responsabilità dei medici o della struttura sanitaria o abbia subito gravi lesioni o il peggioramento delle proprie condizioni di salute, sono legittimati a richiedere il risarcimento del danno dagli stessi patiti.

Strasburgo su legge 210/92: riconoscimento rivalutazione annuale indennità integrativa speciale condanna a carico dello Stato Italiano

La legge  legge 210/92 è composta da due somme; un indennizzo fisso ed una indennità integrativa speciale  ( c.d. iis) somma quest’ultima mai rivalutata ” spontaneamente” dallo Stato Italiano, ditalchè è stato necessario radicare giudizio ex art 442 cpc al fine di vedersi riconosciuta tale summenzionata rivalutazione. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha, già dal 2103 ( detta in estrema sintesi)  condannato lo Stato Italiano per la violazione, dell’art. 6 comma 1, in violazione dell’art 1 del Protocollo  n. 1 della Convenzione nonchè violazione dell’art 14  della Convenzione E., per non ever proceduto al calcolo e successiva corresponsione  della rivalutazione annuale  della indennità integrativa speciale ( componente più importante nella voce di calcolo). Pertanto tale adeguamento va riconosciuta a far data dal  riconoscimento della indennità di cui alla legge 210/92 anche a coloro i quali abbiano instaurato un ricorso giudiziale. Purtroppo, per verifica diretta, talune regioni stanno sì  rivalutando tal importante voce indennitaria ma senza riconoscerne i ratei arretrati pregressi a tale titolo, per il riconoscimento  dei quali a tutt’oggi  v’è bisogno di  adire la magistratura previdenziale, come, per esemplificazione, in sentenza n. 1029/2015  pubblic. 27.05.2015 del Tribunale Civile di Cosenza Sez. Lavoro. a patrocinio dell’avv. P. Spiro Nicastro .

Responsabilità sanitaria: l’onere della prova incombe sul medico in caso di prestazione di routine

Segue commento approfondito in pubblicazione successiva. Il principio  consacrato dalla S.C. succintamente è: in casi di routine ossia di esperienza abitudinaria, che si trae dall’andamento uniforme e ripetitivo e della casistica di lavoro,  il sanitario, deve dimostrare,  ( in una sorta effettivistica di inversione dell’onore probatorio) di essere in presenza di un caso implicante speciale difficoltà ai sensi dell’art. 2236 c.c. .  Tale onere incombe sul medico. L’attore in giudizio deve solo dare dimostrazione della “routinetarietà” del caso di cui è vittima.

Responsabilità medica: consenso informato e risarcimento

La consegna di un  opuscolo informativo al paziente non può e non deve rappresentare uno standard informativo adeguato. La cassazione, già da tempo, ha chiarito l’ambito entro cui il consenso informato deve essere effettuato ( ex multis Cass., 23 maggio 2001, n.7027; Cass., 28 luglio 2011 n.16453; Cass., 16 ottobre 2007, n.21748; più recentemente Cass., 20 agosto2013 n. 19220) ossia il consenso deve essere personale, specifico, nonchè reale ed effettivo. Il consenso mira a trasmettere al paziente il patrimonio conoscitivo del sanitario avendo cura, quest’ultimo, di offrire una informazione piena, consapevole ( non una conoscibilità in astratto di natura formale). In definitiva, non adempie, neppure contrattualmente, il medico all’obbligo di una esaustiva informazione, limitandosi a sottoporre al paziente (operando o non ) un modulo ” questionario” generico da sottoscrivere; ciò potrebbe configurare responsabilità civile. (commento: avv. P.Spiro Nicastro) .